Irma Blank
Senza parole
 
dal 26 gennaio al 30 marzo 2013
 
 
1 di 6
 
 
 
 
Tedesca di nascita (Celle, 1934) ma trasferitasi giovanissima in Italia, dove tutt’ora vive e risiede, Irma Blank matura in un clima di sperimentazione lingui- stica tipico della seconda metà degli anni Sessanta, in cui esponenti delle avan- guardie di matrice minimal-concettuale registrano, attraverso un’arte imperso- nale e de-soggettivata, il tempo del proprio vissuto, l’esserci, l’esistere qui e ora.
Fin da subito Irma Blank rivolge la propria attenzione, come lei stessa afferma, “verso la scrittura, che spoglia del senso per caricarla di altre valenze. Una scrit- tura purificata dal senso, un segno autonomo che dà voce al silenzio”. E’ proprio questa la soluzione tanto radicale quanto personale di Irma Blank: una scrittura non legata al sapere, ma all’essere.
Tutto il suo lavoro - per usare le parole di Luca Cerizza che ha firmato il testo critico a catalogo - “è attraversato da una profonda dialettica tra scrittura e dise- gno, tra scrittura e pittura; vive su una costante tensione tra possibilità di dire e necessità di esistere, tra il tempo della vita e il tempo dell’opera. In un percorso che dura da quasi mezzo secolo, Irma Blank ha interrogato le diverse possibilità attraverso cui il segno può rappresentare l’esistenza; ha messo in questione il modo in cui l’opera d’arte è attraversata dal tempo e, a sua volta, attraversa il tempo tramite la ripetizione di un gesto, di un segno e di un tracciato”.
Carte, fogli, tele, libri sono le superfici su cui si gioca il rapporto tra segno e tempo. Inchiostro, china, penna biro, pastello, acquerello, acrilico sono gli stru- menti attraverso cui i segni occupano queste superfici e le superfici registrano il tempo di un’esistenza attraverso il gesto.
Il lavoro della Blank, prosegue Luca Cerizza, “è una naturale coniugazione tra la disciplina rigorosa e la devozione quasi ascetica al lavoro delle sue origini tede- sche e l’attenzione all’individuo tipica dell’arte italiana, tra la cultura protestante e quella umanistica”.
In mostra sono rappresentati alcuni cicli della sua vasta produzione: dalle prime Eigenschriften risalenti alla seconda metà degli anni Sessanta, attraverso il mimetismo delle Trascrizioni, la scrittura pittorica dei Radical Writings, il com- pleto astrattismo degli Avant-testo con la loro non-scrittura primordiale, fino alla scrittura babelica dei più recenti Hyper-Text.
 
 
 
 
Opere in mostra
 
+
Eigenschriften, (Self Writing), Pagina 32-A, 1970, pastello su carta, cm.69,8x50
 
 
+
Eigenschriften, (Self Writing), Pagina 45, 1970, pastello su carta, cm.69,8x50
 
 
+
Eigenschriften, (Self Writing), Pagina 45-K, 1970, pastello su carta, cm.69,7x49,7
 
 
+
Eigenschriften, (Self Writing), Pagina 45-L, 1970, pastello su carta, cm.69,8x50
 
 
+
Eigenschriften, (Self Writing), Pagina 73, 1970, pastello su carta, cm.69,7x50
 
 
+
Trascrizioni, Poesie fur Jedermann, 1975, china su carta pergamena, dittico, cm.91x57 ciascuno, 2 fogli piegati in 36 pagine
 
 
+
Trascizioni, Hommage à F. Grillparzer I, 1975, china su carta pergamena piegata in 42 pagine, cm.90x63
 
 
+
Trascrizioni, Hommage à F. Grillparzer II, 1975, china su carta pergamena piegata in 42 pagine, cm.90x63
 
 
+
Trascrizioni, Hommage à F. Schiller, 1975, china su carta pergamena piegata in 36 pagine, cm.91x57
 
 
+
For all, 1976, 100 pagine, china su carta pergamena, rilegato con astuccio, cm.18x10,5
 
 
+
Radical Writing, Schrifzug=Atemzug vom 4-8-1988, 1988, acrilico su tela, dittico, cm.200x130 (x2)
 
 
+
Radical Writing, Poème quotidien VII, 3-2-1994, 1994, olio su tela, cm.200x130
 
 
+
Ur-schrift ovvero Avant-testo, 15-4-99, 1999, biro su poliestere su telaio in legno, cm. 166x108
 
 
+
Hyper-Text, 23-4-1998, 1998, scrittura digitale, tecnica serigrafia su tela, cm.185x120,5, esemplare unico
 
 
+
Hyper-Text, 29-4-1998, 1998, scrittura digitale, tecnica serigrafia su tela, cm.185x120,5, esemplare unico
 
 
 
 Video
 
 
 
 Documenti
 
 
 
 Recensioni
IL CORRIERE DI BOLOGNA - La srittura di Irma senza alfabeti e ideogrammi - di RACHELE FERRARIO
Link
 
 
 
×