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Rodrigo Hernández: "Amaretto" - Villa Vertua Masolo - Nova Milanese - MB  -
27/01/2019 - 10/02/2019
Rodrigo Hernández: "Amaretto" - Villa Vertua Masolo - Nova Milanese - MB

Supportata e promossa da Casagialla

Organizzata da Giacomo Montanelli

«E ancora mi ricordo l’odore delle azalee che crescevano nei vasi sulle balaustre, fin al piano di sopra dove ci fermavamo lungamente prendendo parte alle continue feste e ricevimenti del nostro ospite. Non c’è stato un solo momento in cui qualcuno di noi fosse stato mosso dal sospetto, dal desiderio di abbassare gli occhi al battiscopa e allungare le dita dentro i fori e buchi che, nel buio, apparivano come sviste della servitù, macchie di cenere dal camino o nodi del legno e chissà cos’altro ancora abbiamo lasciato intendere nel nostro disinteresse.
Ripensando a ciò che ricordo (e a ciò che non posso omettere) dico qui, senza rimorso, di non rimpiangere nell’aver accettato ogni invito, nell’aver preso parte e goduto dell’ospitalità concessami. La piacevolezza nel partecipare e trascorrere lì il mio tempo mi rinfrancava nel vedermi amico di una così altolocata persona, nel vedermi e sentirmi per brevi istanti nobile, retto e di gusto io stesso. Più volte mi sono accostato alle alzatine, alle cioccolatiere, alle pirottine ordinate lungo la tavolata senza sedie, sorprendendomi di bontà (e fascino) di un rinfresco che raggruppava inconsuetamente disparate sofisticatezze. Raggiungendo poi una lucidità postuma, nessuno (ancora una volta) si era domandato il motivo di tanta ricercatezza, non di rado le uova ripiene, l’uva candita e le tartine al tartufo scivolavano maldestramente sulla scarpa del vicino tra una risata e, talvolta, polemica interminabile.
Sostando elegantemente sempre in piedi la scomodità data dall’impiego di entrambe le mani imponeva la ricerca di superfici di accomodo per bicchieri, posateria o semplicemente un appoggio per riposare le gambe. Come in tutti gli eventi che si rispettino l’impedimento tecnico causava talvolta piccoli danni, ricordo lo scivolare dei calici sulle assi del pavimento e il vino macchiarmi tutte le calze. Mi ricordo, lì per lì, mortificato e indispettito nell’alzarmi i pantaloni e tamponare il disastro con il mio fazzoletto dalle caviglie fin sul parquet, privo di qualsiasi soccorso mi vedo ancora oggi districare qualche frammento di vetro incastrato dall’incrocio dei laccetti in cuoio. Nonostante questo non di rado passavo i momenti finali del ricevimento sperando e pensando nell’invito al prossimo (scomodo) evento. Fu molto dopo tempo che io smisi di frequentare la sua casa che si diffuse la notizia, non vi prestai molta attenzione, in parte perché non avevo motivo di lamentare nessun abuso, in seconda istanza non mi fu da subito ben chiaro quanto fosse successo e cosa fosse stato scoperto (portato alla luce).
Con non poca sorpresa appresi che noi commensali eravamo perduti alla festa di qualcun altro, sostavamo per un attimo in un teatro aperto a sconosciuti invitati che, invisibili e da fuochi prospettici impossibili, facevano della nostra presenza, del nostro camminare lento, l’oggetto del loro piacere e motivato pervertimento.
Ed è ancora il profumo delle azalee che mi accompagna tutt’oggi, quando ripenso alle persone dietro i muri, con le gote premute sul pavimento delle intercapedini, gli occhi ben fissi negli spioncini del battiscopa che a noi tanto disattentamente erano sembrati, nel buio, sviste della servitù, macchie di cenere dal camino, nodi del legno.»
Filippo De Marchi

 

Villa Vertua Masolo, Via Garibaldi 1 – Nova Milanese
Sabato dalle 15.30 alle 18.30; Domenica dalle 10.00 alle 12.00 / dalle 15.30 alle 18.00.
Su appuntamento _ +39 3920317056 // +39 3388834056

Giacomo Montanelli _ montanelli96@gmail.com
Casa Gialla _ casagialla2015@gmail.com

Grazie a:
P420 Arte Contemporanea
Eduardo Secci Contemporary
Casa d'Arte San Lorenzo

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